Incipit, Lesson 04/Wood

A volte nel silenzio di un giorno in cui, le stelle parlano solo della notte, si può sentire il suono di due piccole note che si aggirano per le foglie di un albero addormentato, ne scuotono il sonno; e quel sogno fatto di piccoli animali che abitano le sue radici, risvegliano la pianta dal suo tepore, le due piccole note suonate da un vecchio con una barba bianca che lo fa assomigliare tanto ad un saggio cinese, suona tenendo una foglia fra due dita, sfiorandola con le labbra, questo vecchio, abita dietro quell’albero nella casa fatta di tronchi con un piccolo comignolo che spunta dal tetto, questo vecchio quella mattina si era destato con un profumo che gli riempiva le narici, aveva piovuto quella notte, e l’erba le foglie ed i funghi ancora umidi avevano riempito la piccola casetta di quel profumo silvestre, che solo il bosco sa far nascere e solo il vento sa trasportare, decise di fare colazione, prese tazze e caraffe dalla credenza sopra il lavabo, e mise a scaldare un po’ di acqua per poi intingerci le aromatiche erbe che coltivava, decise che doveva fare molta strada quella mattina per andare a controllare tutto il bosco, in quel pomeriggio avrebbe dovuto andare a trovare Shamu, il ragazzo che dormiva ai margini del bosco.
Penetrando fra le foglie dei castani la luce aveva ormai illuminato il bosco, il vecchio con un bastone nodoso in mano si mise in cammino, controllò che le bacche di more crescessero bene, osservo gli scoiattoli che si preparavano all’inverno in arrivo, aspetto che i pesci del ruscello risalissero la corrente, poi giunse ai margini. Un’immensa pianura si stagliava fino dove lo sguardo non vede, il sole dorava gli steli d’erba e ormai aveva asciugato tutto dalla pioggia, nonostante si notasse ancora qualche scintillio delle ultime gocce, percorse in confini della distesa d’alberi giunse fino a d un apertura ai piedi della collina Isma dove ancora sonnecchiava Shamu, vi entrò. Il ragazzo era appisolato sul suo letto di foglie, con le mani sotto la guancia ed un sorriso che l’accompagnava anche nel sonno “Svegliati!… gli disse il vecchio “Non è più ora di dormire; alzati e andiamo a cercare quei frutti che mi servono… Il vecchio prese a punzecchiarlo con il bastone nodoso fino a che un lamento non provenne dal ragazzo, si rotolo nelle foglie stropiccio gli occhi con in pugni, lentamente si alzo in piedi. “cosa c’è così di mattina presto… disse rivolto al vecchio, “ Non ricordi dobbiamo prendere le noci che mi servono per preparare l’unguento per guarire il vecchio Abuc… “Hmm andiamo non lo vedi come è tardi ormai non facciamo più in tempo lasciami qui a riposare… “Tardi! Tradi!! 5 secondi fa hai detto che era presto, sgranchisciti le ginocchia e andiamo…


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